Home / Testimonianze Aziende / Meccatronica: formazione e approccio multidisciplinare nell’innovazione industriale

Meccatronica: formazione e approccio multidisciplinare nell’innovazione industriale

Al convegno “Metal 5.0 – Meccatronica e ingegneria delle immagini” del 9 febbraio 2024 all’I.T.S.T. J.F. Kennedy di Pordenone, dedicato alla meccatronica nell’innovazione industriale, è intervenuto Mauro Moro, Amministratore delegato di Savio Macchine Tessili, sul tema dell’innovazione nella progettazione industriale.

09 Febbraio 2024

Mauro Moro, Amministratore delegato Savio Macchine Tessili

«La meccatronica, che unisce meccanica, elettronica e programmazione software, è necessaria per progettare e produrre macchinari industriali innovativi», spiega Moro agli studenti. «Il mio invito ai giovani è di mantenere la mente aperta alle conoscenze multidisciplinari e di cogliere le opportunità di fare esperienza in azienda.»

Come è cambiata Savio nel campo della meccatronica, dove elettronica, meccanica e informatica si contaminano tra loro? Come ha trasformato l’azienda il contributo tecnologico che è entrato con tale forza?
«Savio investe da sempre il 5% del fatturato in innovazione, quasi 10 milioni di euro destinati a sviluppare valore e innovazione tecnologica dei nostri macchinari.

Lo spostamento dalle tecnologie meccaniche a quelle elettroniche, al software e al digitale è stato graduale. Abbiamo presentato la nostra prima macchina elettronica alla fine degli anni ’90, avviando un percorso di “elettronificazione” che partiva comunque da una base meccanica.

Questa evoluzione tecnologica è stata possibile grazie alla formazione interna e al rinnovamento dei profili professionali. Se trent’anni fa avevamo una preponderanza di ingegneri e periti meccanici, oggi l’equilibrio si è spostato verso una maggioranza di profili con base elettronica e software. Pensare in termini di meccatronica significa infatti integrare simultaneamente meccanica, elettronica e software.

Le nostre macchine nascono già con questi presupposti, e i nostri progettisti hanno le competenze per sviluppare dispositivi che integrano fin dall’inizio tutte queste tecnologie.»

In un contesto industriale dove il peso specifico della conoscenza è fondamentale e puntate sulla formazione, come state affrontando il divario tra mondo della scuola e all’industria vera e propria che si vive tutti i giorni? Quali strumenti avete adottato per questo?
«Nel contesto Savio, l’85% dei dipendenti ha un diploma tecnico superiore o una formazione universitaria. Partiamo quindi da profili con una scolarizzazione elevata, ma sappiamo che la scuola fornisce principalmente basi concettuali.

È in azienda che si trova il contesto di esperienze e lavoro di squadra che permette di integrare competenze diverse. Lavorare a progetti in team con persone che hanno competenze ed esperienze diverse consente di formare figure professionali con una visione di prodotto completa, capaci di integrare tutte le tecnologie e le competenze necessarie.»

Esistono strumenti finanziari, regionali o europei, per agevolare la crescita delle imprese oltre agli investimenti propri?
«Esistono certamente contributi regionali per la formazione. Tuttavia, al di là della formazione didattica tradizionale che può essere erogata tramite docenti esterni, il passaggio cruciale è imparare sul campo e attraverso le esperienze concrete che si vivono in azienda.»

Mauro Moro.

Guarda anche

2024-11-07T15:38:27+01:00
Torna in cima