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Alternanza scuola lavoro, le novità dei PCTO all’I.S.I.S. Arturo Malignani di Udine

Oliviero Barbieri, dirigente dell’Istituto di Udine, spiega come è cambiata la ex alternanza scuola lavoro con i nuovi Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO).

La base di tutto rimane in ogni caso il dialogo con le aziende, fondamentale per preparare i ragazzi al mondo del lavoro.

26 Ottobre 2023

Oliviero Barbieri, I.S.I.S. Arturo Malignani di Udine

L’I.S.I.S. Arturo Malignani di Udine è da anni bene integrato con le aziende del territorio friulano di diversi settori. A partire dalla quello metallurgico, molto importante a livello locale. I rapporti di collaborazione tra l’Istituto e le imprese sono costanti e proficui, come dimostrano generazioni di imprenditori, manager, ingegneri e tecnici industriali di aziende friulane che riconoscono come fondamentale nel loro percorso di studi e professionale la formazione ricevuta al Malignani.

Ed è proprio la sinergia con le aziende il nodo cruciale attraverso cui gli ambiti dell’istruzione scolastica e del lavoro possono incontrarsi per comprendere le reciproche esigenze. La rapida evoluzione del mondo professionale porta le realtà del territorio a richiedere un tipo di competenza sempre più trasversale, con nuove richieste come lo sviluppo delle cosiddette soft skill. Gli istituti tecnici compiono un lavoro eccellente per cercare di stare al passo, pur disponendo di risorse economiche non sempre adeguate.

Quali sono le maggiori differenze nella relazione tra scuola e impresa tra la vecchia alternanza scuola lavoro e il nuovo PCTO?
«La principale differenza riguarda il minor numero di ore obbligatorie. È stato percepito come un disconoscimento del valore di questa metodologia didattica, in cui noi abbiamo sempre creduto continuando a svilupparla per quanto possibile. Il Covid ci ha rallentato molto, ma stiamo riprendendo con il PCTO. Rispetto alla vecchia alternanza scuola lavoro, quest’ultimo comporta l’esigenza di organizzare moduli di orientamento, che per la verità facevamo già prima».

Che cosa intende quando parla di orientamento?
«Faccio riferimento ai tre possibili sbocchi post-diploma: mondo del lavoro, ITS e università».

Com’è il rapporto della scuola con gli imprenditori?
«Gli imprenditori vorrebbero sempre maggiori relazioni con gli istituti tecnici. Da parte nostra puntiamo sempre sulla qualità e facciamo loro presente che non devono venire qua soltanto a cercare le persone. Cerchiamo una collaborazione che permetta di costruire un percorso per i ragazzi per arrivare al mondo del lavoro.

Per farlo nel miglior modo possibile, abbiamo bisogno di nuove tecnologie. La scuola fa fatica ad aggiornarsi con le proprie forze e un aiuto da parte degli imprenditori potrebbe migliorare la formazione che diamo ai ragazzi. Concretamente: mancano le macchine. L’ideale sarebbe che le aziende ci finanziassero dandoci la possibilità di acquistare una macchina che utilizzano o che è stata dismessa recentemente».

Alcuni vostri colleghi avevano ipotizzato di organizzare degli incontri per chiedere agli imprenditori di quale tipo di competenze abbiano bisogno in particolare.
«Questo tipo di interlocuzione esiste già e spesso non rimane circoscritta all’ambito delle competenze tecniche. Gli imprenditori cercano le cosiddette competenze trasversali, le soft skill, la capacità di gestione delle situazioni complesse. Un aspetto importante, ma che è più difficile da programmare con la struttura attuale della scuola, che è divisa per discipline».

Come percepite l’inversione di domanda e offerta?
«Il problema esiste da diverso tempo e credo sia di natura sociale. C’è una sempre maggiore tendenza alla liceizzazione perché l’istituto tecnico viene considerato meno qualificato. Una laurea viene ritenuta più prestigiosa. Contemporaneamente, dall’altro lato, le aziende hanno sempre più bisogno di tecnici specializzati e non manovali. La convergenza di queste dinamiche ha portato all’inversione di domanda e offerta».

Quali prospettive avete nel prossimo quinquennio?
«Da parte nostra siamo sempre convinti che l’istituto tecnico possa supportare le aziende e l’economia. Siamo dunque sempre impegnati ad aumentare la nostra dimensione con uno sforzo costante. Lavoriamo per espandere la nostra capacità di attrarre giovani per formarli e fare in modo che la società possa trarne beneficio».

Oliviero Barbieri.

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