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L’I.I.S. Cobianchi di Verbania nella capitale italiana della chimica per l’industria tessile
Biotecnologie, chimica, informatica, robotica. Con un’attenzione al contributo alla didattica che può venire dall’intelligenza artificiale.
08 Dicembre 2024
L’Istituto d’Istruzione Superiore “Lorenzo Cobianchi” di Verbania, fondato nel 1886, conta circa 2000 studenti e prepara 350 diplomati all’anno in alcune delle aree di studio più promettenti per l’innovazione industriale del prossimo futuro.
Verbania è una bella cittadina sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, capoluogo della provincia montana del Verbano-Cusio-Ossola.
Situata all’incirca a metà strada tra Milano e il confine di stato con i cantoni svizzeri del Ticino e del Vallese, si divide in due aree ben distinte: Intra e Pallanza.
Che fino al 1939 erano anche amministrativamente due diversi Comuni. Pallanza è la parte turistica, con ville e alberghi che risalgono al XIX secolo.
Intra invece dispone di una storia più industriale, soprattutto in ambito tessile e chimico. E a Intra ha infatti sede l’I.I.S. Cobianchi, che da oltre 100 anni è il punto di riferimento per la formazione tecnica degli studenti avviati a lavorare nelle aziende del Verbano-Cusio-Ossola e di Novara, Varese e Milano.
«Abbiamo conservato – ricorda Mauro Agrati, docente di disegno e collaboratore nell’ufficio di vice presidenza dell’Istituto – un libro con disegni dal 1888 fatti dagli studenti del Cobianchi. A quel tempo si preparavano gli allievi principalmente all’industria meccanica e tessile, che qui era molto sviluppata. Basti pensare che in zona a fine XIX secolo è sorta la prima la prima centrale idroelettrica d’Italia, che forniva energia per l’illuminazione pubblica di Pallanza».
E dopo la meccanica e il tessile, soprattutto nel secondo dopoguerra la zona di Verbania ha visto il fiorire dell’industria chimica per diverse applicazioni con diverse industrie, comprese quelle delle tecnofibre sintetiche. Tra cui Montecatini-Montedison-Montefibre.
L’indirizzo di studi di chimica è la specializzazione storica del Cobianchi. I laboratori della scuola sono molto attivi nel campo della ricerca sulle materie plastiche. A cui si è aggiunta un’importante novità: «All’interno del corso di chimica abbiamo un corso di biotecnologie, che sono viste spesso come un’anticipazione per percorsi universitari di medicina o farmacia».
Gli altri indirizzi di studio del Cobianchi sono informatica, telecomunicazioni, meccanica, meccatronica, elettrotecnica. «A differenza di altre, questa scuola – sintetizza Agrati – fornisce una formazione spendibile immediatamente. I nostri diplomati, il giorno dopo gli ultimi esami, possono già andare a lavorare».
Particolare attenzione è riservata alla robotica, dove il Cobianchi ha vinto alcuni campionati nazionali. E, inevitabilmente, anche alle potenzialità delle applicazioni dell’intelligenza artificiale nei diversi ambiti di studio.
«Il ruolo che potrebbe avere nella chimica, per esempio, è potenzialmente infinito – nota Nadia Del Favero, docente di chimica e collaboratrice nell’ufficio di vice presidenza – ma per ora abbiamo un approccio più di tipo osservativo.
Cioè, per capire quali possono essere gli aspetti positivi e negativi dell’intelligenza artificiale applicata alla didattica. Abbiamo organizzato a tal proposito degli incontri per comprenderne gli sviluppi nell’ambito dell’insegnamento e dell’offerta formativa, corsi a cui si avvicinano docenti di qualsiasi materia. Gli studenti già la usano per fare i compiti e altro, ma senza mettersi in gioco personalmente. Ma noi non vogliamo questo tipo di approccio».
Prossimo obiettivo dell’Istituto di Istruzione Superiore Cobianchi infine è l’attivazione nel 2026 anche del percorso formativo del Liceo del Made in Italy.

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