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“Country of Metals”: l’acciaio protagonista al Castelli di Brescia. Formazione tecnico-industriale al centro del convegno sulla siderurgia
Venerdì 12 aprile 2024 l’I.I.S. Benedetto Castelli ha aperto le porte alla rassegna Metal 5.0 per una giornata di confronto su industria e formazione.
Centinaia di studenti hanno ascoltato le esperienze nel mondo del lavoro e i consigli di imprenditori, manager e tecnici di industrie siderurgiche, metallurgiche e meccaniche del territorio.
12 Aprile 2024
Simonetta Tebaldini, I.I.S. Benedetto Castelli Brescia
Come intensificare la collaborazione tra scuole di istruzione tecnico-industriale e industrie del comparto siderurgico-metallurgico?
È stato questo il tema del convegno “Metal 5.0 – Country of Metals” organizzato da Mill’s nell’ambito della rassegna nazionale Metal 5.0, giunta al nono appuntamento, presso l’I.I.S. Benedetto Castelli, scuola di riferimento per l’industria bresciana i cui studenti vanno a soddisfare la grande domanda di lavoro dei settori della meccanica, della metalmeccanica e della meccatronica. Un confronto tra istituzioni, imprenditori e studenti che hanno parlato di metallurgia e di prospettive future del settore industriale, di transizione ecologica e mercati internazionali.
L’evento si è svolto con il patrocinio di Comune di Brescia, Confindustria Brescia, Camera di Commercio di Brescia, Assofond, Federacciai, Eurofer, Assofermet, Finest, Iniziativa Centro Europa.
«Incontro ben riuscito, con relatori appassionati ed appassionanti. I ragazzi e le ragazze hanno particolarmente apprezzato gli interventi di chi ha raccontato i propri percorsi di studio e lavorativi», ha commentato l’ingegner Simonetta Tebaldini, professoressa e dirigente scolastico dell’I.I.S. Castelli. «Il convegno “Metal 5.0 – Country of Metals” del 12 aprile si situa tra le iniziative del nostro istituto per l’orientamento al mercato del lavoro. In questo ambito sabato 18 maggio si terrà il “Castelli Job Day”, a cui sono invitate le molte aziende del territorio bresciano con cui collaboriamo, dalla meccanica-meccatronica alla chimica, dall’informatica alla metallurgia».
Sicuramente, dal punto di vista delle esigenze della siderurgia, Brescia terra dell’acciaio ha bisogno di più giovani che scelgano di lavorare nelle aziende del settore. Guardando ai dati Unioncamere-Anpal elaborati dal sistema informativo Excelsior, siderurgia e metallurgia sono infatti il comparto industriale che nel 2023 aveva la più alte previsioni di assunzioni. Ben 17.700 entrate previste su un totale provinciale di 135.610.
Due aziende bresciane su tre in ambito siderurgico-metallurgico (66,3%) prevedevano entrate di personale nel 2023. In particolare, quasi tutte le aziende oltre i 10 dipendenti (l’84,3% di quelle tra i 10 e i 59 addetti, il 92,3% di quelle tra i 50 e 249, il 99,6% di quelle dai 250 in su).
Ma per le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo bresciane trovare personale è impresa ardua. Il tasso di difficoltà di reperimento del settore è stato infatti del 51,6%, un po’ più basso della media dell’industria provinciale (54,1%) ma più alto della media complessiva di tutti i settori dell’economia bresciana compresi i servizi (48,8%).
Le aziende del comparto siderurgico-metallurgico provinciale hanno dichiarato che per un terzo delle entrate previste (32,7%) il problema è stato la mancanza di candidati, mentre nel 16,2% dei casi la preparazione dei candidati non era adeguata. Esperienza pregressa era richiesta per circa il 60% delle posizioni, di cui oltre la metà (33,1%) doveva essere nello stesso settore.
Il 36,5% delle entrate previste riguardavano giovani under 30, nello specifico 16,2% fino a 24 anni e 20,3% nella fascia 24-29 anni. Se nel 24% dei casi era richiesto un livello secondario di istruzione, nel 55,3% risultava esplicitamente richiesta qualifica o diploma professionale. Mentre livelli di istruzione universitaria e di istruzione tecnologica superiore (Its) erano necessari solo rispettivamente nel 3% e nell’1% dei casi.
A tal proposito è però interessante osservare come tra i canali di selezione del personale utilizzati negli ultimi 12 mesi dalle aziende siderurgiche e metallurgiche bresciane, la quota rappresentata dagli accordi con scuole, università o enti formativi si ferma al 10,1%. Un po’ di più della media dell’industria (9%) e di tutti i settori provinciali compresi i servizi (9,2%). Nettamente meno comunque dei comparti delle industrie elettriche, elettroniche, ottiche e medicali, che arrivano al 18,5%.
I giovani tecnici rappresentano un’importante risorsa per garantire la continuità industriale del territorio. Tuttavia, gli istituti tecnici troppo spesso continuano a essere erroneamente considerati un indirizzo meno prestigioso rispetto ai licei. Un pregiudizio meno presente nella zona di Brescia, ma ancora molto diffuso nel panorama nazionale italiano. Secondo Tebaldini, per invertire questo trend è necessario presentare gli istituti tecnici sotto un’altra luce, mostrando ai ragazzi le grandi opportunità che essi possono garantire per il loro futuro.
«Serve una riforma del sistema scolastico che garantisca all’istruzione tecnica e professionale una sua specificità», sottolinea Tebaldini. «Gli istituti tecnici hanno bisogno di diventare realtà autosufficienti, dove chi dirige possa decidere tutto. Dal docente, all’attrezzatura, senza essere costretti a dipendere da un finanziamento statale che non aiuta. I fondi che abbiamo a disposizione sono legati al numero degli studenti. Questo significa che il budget non è mai sufficiente, considerando i laboratori e le attrezzature di cui disponiamo e che abbiamo bisogno di tenere costantemente aggiornati».
Ma servono cambiamenti anche nell’inquadramento contrattuale dei giovani che iniziano un percorso professionale in azienda. È necessario quindi un impegno in tal senso da parte del mondo delle imprese. «Occorre necessariamente rivedere le proposte economiche destinate ai ragazzi. I contratti di apprendistato – rimarca Tebaldini – generano instabilità e non permettono loro di costruirsi un futuro. Questo li porta a spostarsi da un’azienda all’altra alla ricerca della migliore proposta economica. Il ragazzo appena arrivato deve certamente essere umile, ma al tempo stesso deve essergli riconosciuto un contratto adeguato. Si tratta di un principio di base per instaurare un rapporto di fiducia e rispetto con i giovani. Poi ci sono altri aspetti, come l’accoglienza dei ragazzi in azienda. È necessario parlare con loro, conoscerli, vedere le loro potenzialità e smettere di considerarli un numero. Molto spesso invece i giovani vengono accolti da persone che non sono in grado di interagire con loro e creare un rapporto di fiducia».
Essenziale è anche l’approccio all’internazionalità. «Le aziende richiedono ragazzi capaci di muoversi, di andare all’estero, di parlare in lingua inglese. Ma – osserva Tebaldini – non ci sono molte opportunità che permettano loro di vivere queste esperienze al di fuori dei progetti creati dalle singole scuole. La complessità e la restrizione a piccoli gruppi limitano l’efficacia dei pur interessanti progetti Erasmus. Al Castelli investiamo molto sullo studio della lingua inglese e vogliamo che i ragazzi vivano l’esperienza all’estero al quinto anno. Rendersi conto di cosa significa prendere un aereo, avere i documenti a posto, relazionarsi con un’altra nazione».

I giovani dell’Istituto I.I.S. Benedetto Castelli durante il convegno “Country of Metals”.
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