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Tasso di occupazione del 100% per l’I.T.S. Lombardia Meccatronica Academy a Lonato
Nel 2024 la Fondazione “Istituto Tecnologico Superiore Lombardo per le Nuove tecnologie Meccaniche e Meccatroniche (ITS Academy)” ha compiuto dieci anni.
08 Dicembre 2024
Giovanni Fusco, I.T.S. di Lonato
Il responsabile didattico Giovanni Fusco traccia una panoramica dell’ITS di Lonato del Garda (BS), inserito nella Fondazione “Istituto Tecnologico Superiore Lombardo per le Nuove tecnologie Meccaniche e Meccatroniche (ITS Academy)” supportata da circa 180 soci.
Come nasce l’I.T.S. di Lonato?
«L’idea di partire con un percorso post-diploma risale al 2012.
Il primo corso è iniziato nel 2017 con il supporto di Confindustria Brescia e la collaborazione della Fondazione “ITS Lombardia Meccatronica Academy” di Sesto San Giovanni, creata all’interno degli Istituti Salesiani.
La Fondazione è nata nel 2014 e ha sedi distaccate a Bergamo, Brescia, Lecco, Como, Pavia Saronno, Varese e Lonato. A Sesto San Giovanni sono attivi anche gli indirizzi biomedicale, autoferrotranviario e manutenzione.
La Fondazione ha avuto il riconoscimento dell’Erasmus Charter for Higher Education (ECHE), un accreditamento nell’ambito del programma Erasmus+ 2021-2027, che le consente di offrire a studenti e personale di staff l’opportunità di mobilità all’estero.
A Lonato abbiamo una classe del primo anno e una del secondo e siamo attivi anche con logiche legate all’Erasmus».
Qual è il percorso di studio?
«Attualmente è articolato su 1000 ore/anno per classe, di cui il 50% è svolto in tirocini aziendali.
Si inizia sempre con materie base, considerando che i diplomati arrivano da diverse specializzazioni: inglese, matematica applicata, meccatronica e informatica di base. Nella seconda parte dell’anno abbiamo l’inserimento di attività riguardanti i processi produttivi a cui diamo un taglio siderurgico».
Qual è il tasso di occupazione dei vostri alunni?
«Mediamente abbiamo circa 22 ragazzi all’anno. Il 50% degli studenti ha un contratto di lavoro già alla fine del primo anno. Il rimanente 50% riesce a trovare un impiego nel giro di un mese dalla fine del percorso.
Le aziende interessate operano nel settore dell’impiantistica e del manifatturiero».
Avete presenza di studentesse nei vostri corsi?
«Abbiamo avuto solo due iscritte nel biennio 2019/2021. Una proveniva da istituto tecnico, l’altra da liceo. Si sono diplomate entrambe all’ITS con il massimo dei voti e stanno già lavorando».
Come si passa all’università dopo il diploma ITS?
«Con la riforma più recente, si è rafforzato il collegamento tra questi percorsi e il sistema universitario delle lauree professionalizzanti.
Le università possono riconoscere fino a 40 Crediti Formativi Universitari (CFU) agli studenti ITS che decidono di proseguire gli studi, sulla base della corrispondenza tra i moduli formativi ITS e gli esami universitari.
Questo riconoscimento richiede specifiche convenzioni con gli atenei – nel nostro caso abbiamo un accordo con l’Università degli Studi di Brescia.
È importante sottolineare che il contratto nazionale metalmeccanico equipara i diplomati ITS ai laureati triennali, inquadrandoli al livello C3, il più alto per ruoli tecnici specifici».
Non trova che in un’area così legata alla metallurgia come Brescia gli ITS siano troppo pochi?
«Le opportunità che l’ITS offre ai giovani in termini di prospettiva d’impiego devono essere ancora comprese sia dalle famiglie sia dalle aziende.
Confindustria tiene molto a questo percorso, ma le singole imprese spesso si focalizzano sul diploma dell’istituto tecnico. Le opportunità ITS andrebbero pubblicizzate meglio e in tempi utili per le iscrizioni: basti considerare che il diploma ITS, in termini di retribuzione aziendale, è equiparato alla laurea triennale».

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