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Le forge italiane cercano tecnici “artisti” dei metalli

Aldo Casari, fondatore e presidente della friulana CMF Spa, racconta cosa serve per lavorare nell’ufficio tecnico, nei laboratori e nel reparto produttivo di un’azienda che è una punta di diamante del comparto italiano della forgiatura dell’acciaio.

01 Luglio 2025

La forgiatura dei metalli è un comparto della metallurgia in cui è essenziale un elevato grado di specializzazione degli operatori d’impianto. Che si acquisisce solo con esperienza sul campo. Spesso infatti nelle forge si producono pezzi “speciali” dalle forme complesse, per arrivare ai quali non basta inserire il “pilota automatico” delle macchine.

Che figure professionali con diploma tecnico-industriale ricercate in CMF?

«Cerchiamo periti per il laboratorio e per macchinari a controllo numerico di vario tipo: impianti di manipolazione, presse, forge. Ma sottolineo che, per lavorare in cabina di gestione degli impianti di forgiatura, il requisito fondamentale è che piaccia questo tipo di attività.

Quando gli istituti tecnici vengono in visita alla nostra azienda, può essere che qualche studente si interessato a questo tipo di mansione.
Quindi verifichiamo poi con la scuola se si può indirizzare in tal senso lo studente che ha manifestato interesse. In ogni caso ci vogliono anni di esperienza sul lavoro per arrivare a fare certe cose. Lo stesso vale per chi opera sui manipolatori».

Quali sono le principali competenze dei vostri tecnici d’impianto?

«L’addetto ai manipolatori deve sapere gestire un pezzo, sapere come girarlo, dove si trova il suo baricentro. Mentre per quanto riguarda l’operatore di pressa, malgrado le moderne presse siano dotate di “pilota automatico” che lo aiuta nella realizzazione di pezzi tondi o con misure fisse, per forgiare un pezzo sagomato con più diametri o eccentrico servono degli specialisti».

Servirebbe un percorso scolastico ad hoc per gli operatori di impianti di forgiatura e i manutentori?

«Non si diventa maestri prima di iniziare a lavorare. Occorre sicuramente avere una buona preparazione di base e, come detto, occorre essere veramente interessati. In prospettiva il nuovo percorso d’istruzione tecnico-industriale 4+2 (quattro anni di istruzione di secondo grado più due anni di ITS) può essere utile per le esigenze del nostro comparto, purché in tale percorso sia prevista anche formazione pratica».

Frame da un video sulla lavorazione forgiati presso CMF di Cormons, proiettato agli studenti di un istituto tecnico friulano

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