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Gli investimenti nelle reti idriche italiane spingono la domanda di tecnici specializzati

Le aziende fornitrici di tecnologie per questo settore hanno bisogno di inserire nei propri organici personale con competenze progettuali e gestionali, e di attrarre i giovani verso queste professioni.

25 Marzo 2026

Il PNRR ha stanziato cinque miliardi di euro in progetti infrastrutturali per la sicurezza, l’approvvigionamento e la gestione sostenibile delle risorse idriche in Italia. E, come spiegato nel corso della tavola rotonda “Gestione degli investimenti per il ciclo idrico in Italia durante e dopo il PNRR” del convegno Metal Hab “L’acqua come mestiere: dallo spazio alla rete, le tecnologie per chi anticipa il futuro” tenutosi presso l’I.I.S. “B. Castelli” di Brescia il 20 marzo 2026, il perimetro della realizzazione di nuove opere e dell’ammodernamento degli impianti e delle reti esistenti è molto più ampio di quello dei progetti finanziati dal PNRR. Il mercato sta quindi crescendo e le imprese della filiera hanno bisogno di competenze specialistiche.

A tal proposito, per esempio, l’azienda ingegneristica Sideridraulic System, operante nel campo delle tecnologie per la gestione dei processi idrici in ambiti industriali e civili, ha recentemente avviato una collaborazione con l’Istituto tecnico industriale statale “Benedetto Castelli” di Brescia per un corso sulla gestione dei processi di trattamento delle acque municipali e di riutilizzo dei fanghi di risulta per agricoltura ed energia, secondo una logica di economia circolare.

«In concerto con l’IIS “B. Castelli” di Brescia, stiamo contribuendo ai contenuti formativi di un corso di approfondimento sui processi di trattamento delle acque municipali per dodici studenti del quarto e quinto anno che hanno aderito su base volontaria», racconta il fondatore e presidente di Sideridraulic, Eugenio Bodini.

«Abbiamo iniziato portando i ragazzi a visitare un paio di settimane fa il depuratore di Torbole Casaglia, che serve diversi Comuni dell’Ovest bresciano per un totale di 80mila abitanti. La peculiarità di questo impianto è che abbiamo realizzato un sistema di trattamento dei fanghi residui attraverso un digestore in cui, attraverso micro organismi, avviene un processo chimico in cui dai fanghi si ottiene biogas, utilizzato poi per alimentare turbine di centrali termoelettriche a gas. Il corso si articola in sei lezioni in aula in cui, oltre al docente interno del Castelli, interverrà un nostro ingegnere aziendale che spiegherà come funziona l’impianto dal punto di vista tecnologico».

L’amministratore delegato Mario Bodini illustra quali sono i profili professionali più richiesti da Sideridraulic System: «Cerchiamo tecnici processisti dove servono spiccate competenze chimiche e ambientali, tecnici specifici per le macchine applicate, project manager che si occupano di interfacciare l’azienda con i clienti e i fornitori e di controllare i tempi e i costi delle commesse. Non solo ingegneri ma anche periti. Abbiamo infatti diversi collaboratori che sono stati assunti dopo il diploma tecnico e si sono poi formati sul campo seguendo i colleghi più esperti».

Non mancano infine le prospettive di applicazione in azienda di sistemi di intelligenza artificiale: «Per i processi di project management stiamo sperimentando con buoni riscontri delle soluzioni che ci aiutano a comparare a livello di analisi tecnico-qualitativa le offerte di più fornitori di equipment. Inoltre, il machine-learning dal sistema di automazione e controllo degli impianti installati permette di impostare piani di manutenzione predittiva basati sullo storico delle informazioni, per anticipare problematiche di usura e guasti, evitare eventuali fermi impianti e aiutare la gestione delle scorte a magazzino di ricambistica».

Negli ultimi anni gli investimenti nazionali nelle infrastrutture pubbliche per la gestione del ciclo idrico integrato hanno impresso una considerevole spinta al giro d’affari di Sideridraulic, che ha chiuso il 2025 con ricavi record. «L’anno scorso – commenta l’amministratore delegato – il valore complessivo della produzione è stato pari a circa 120 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al 2024 e il massimo in 50 anni di storia della nostra azienda.

L’80% è stato realizzato dalla Divisione Acqua Municipale che progetta e realizza soluzioni elettromeccaniche per la potabilizzazione di acqua dolce e salata e per il trattamento e la depurazione di acque reflue. Abbiamo un portafoglio ordini con visibilità sino al 2027 e ci aspettiamo quindi un’ulteriore crescita, anche perché dopo un paio d’anni di rallentamento dovrebbe riprendere l’altro grande mercato a cui ci rivolgiamo a livello mondiale con la nostra divisione industriale, cioè quello della gestione idrica dei processi siderurgici trainato da Stati Uniti, Sud America, India e Medio Oriente.

Inoltre sta crescendo la Divisione Aria di Sideridraulic, che sta diversificando le proprie attività anche nel trattamento dei fumi dei processi industriali di cemento, ceramica e vetro e nei termovalorizzatori di rifiuti».

In ambito ciclo idrico municipale Sideridraulic è oggi impegnata su 15 progetti di impianti di potabilizzazione e depurazione. «Ci siano aggiudicati appalti in tutta Italia, da nord a sud. Tre di questi sono finanziati dal PNRR, che ha sicuramente dato un boost all’intero settore», osserva Bodini. «Gli investimenti sono comunque aumentati perché sempre più i gestori del ciclo idrico integrato sono grandi società municipalizzate adeguatamente capitalizzate e in grado di auto finanziare i loro ambiziosi piani quinquennali di investimenti nelle infrastrutture. Investimenti necessari, visto che in Italia bisogna fare ancora molto sia per la potabilizzazione degli acquedotti sia per fognature e depurazione. Basti pensare che al nord, in linea di massima, ad oggi è stato realizzato solo il 70% del fabbisogno impiantistico in ambito ciclo idrico, di cui il 20% necessita di essere ammodernato o aggiornato ai nuovi livelli normativi richiesti. Al centro-sud la quota di fabbisogno impiantistico realizzato è del 50%, di cui un 20-25% è obsoleto. Alcune Regioni sono commissariate e l’Ue ha aperto una procedura d’infrazione verso l’Italia, con relative sanzioni da pagare, per il mancato allineamento agli standard comunitari di depurazione delle acque reflue».

Nel mercato italiano delle tecnologie per le infrastrutture di potabilizzazione e trattamento delle acque del ciclo idrico municipale, in cui Sideridraulic è concentrata, operano soprattutto player nazionali, francesi e spagnoli. Ma l’azienda bresciana guarda anche all’estero: «In Africa per esempio in passato abbiamo operato in Nigeria, in Tunisia e in Marocco. Quest’ultimo in particolare presenta opportunità interessanti per questo tipo di investimenti, anche grazie alla stabilità del Paese».

Mario Bodini, Ceo Sideridraulic

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