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L’Istituto tecnico-industriale statale “Benedetto Castelli” ha ospitato il 20 marzo un convegno di orientamento dei giovani verso le professioni del settore idrico
A Brescia si è esplorato il futuro delle risorse idriche per lavorare nella blue economy.
A Brescia si è esplorato il futuro delle risorse idriche per lavorare nella blue economy.
25 Marzo 2026
Federico Piazza
L’evento, intitolato “L’acqua come mestiere: dallo spazio alla rete, le tecnologie per chi anticipa il futuro”, ha affrontato il tema dell’educazione negli scenari attuali e futuri legati alla gestione della risorsa idrica in Italia, con un focus sulle tecnologie più innovative del settore: dalle applicazioni satellitari alle reti di distribuzione intelligenti, dalla valorizzazione dell’acqua potabile alla gestione sostenibile delle risorse idriche di fronte alle sfide dei cambiamenti climatici.
Il convegno, con il patrocinio della Camera di Commercio di Brescia e il supporto di Sideridraulic System e Banca Valsabbina, è stato organizzato nell’ambito delle iniziative di Metal Hab, la digital academy promossa da Mill’s e rivolta a diplomati con qualifiche industriali e tecnologiche che si pone come ponte strategico tra il mondo della formazione e quello delle imprese.
Ospite speciale dell’evento con un intervento dedicato all’Altro pianeta e alla prospettiva dell’acqua salubre nel quadro del Piano Mattei è stato Alain Gachet, scienziato, ingegnere ed esploratore insignito del riconoscimento Space Technology Hall of Fame della Space Foundation e autore del volume “L’uomo che fa sgorgare l’acqua dal deserto”, che ha portato la sua testimonianza internazionale sul tema delle risorse idriche nei contesti più critici del pianeta. In particolare, Gachetha parlato di esigenze idriche in Africa e in Iran.
Il Registro delle Imprese provinciale di Brescia annovera complessivamente 45 imprese con 1080 addetti tra costruttori di opere idrauliche, raccolta, trattamento e fornitura di acqua e gestione di reti fognarie. A cui si aggiunge un indotto di aziende industriali (fabbricazione di tubi, turbine, rubinetti, valvole, sistemi di gestione del ciclo idrico) spesso con attività e mercati di respiro internazionale.
A Cellatica, per esempio, ha sede una delle principali aziende italiane nel campo delle tecnologie per gli impianti di trattamento e di depurazione del ciclo idrico in ambiti industriale e civili: Sideridraulic System. «In concerto con l’I.I.S. “B. Castelli” di Brescia, stiamo contribuendo ai contenuti formativi di un corso di approfondimento sui processi di trattamento delle acque municipali per dodici studenti del quarto e quinto anno che hanno aderito su base volontaria», racconta il fondatore e presidente di Sideridraulic, Eugenio Bodini.
«Abbiamo iniziato portando i ragazzi a visitare un paio di settimane fa il depuratore di Torbole Casaglia, che serve diversi Comuni dell’Ovest bresciano per un totale di 80mila abitanti. La peculiarità di questo impianto è che abbiamo realizzato un sistema di trattamento dei fanghi residui attraverso un digestore in cui, attraverso micro organismi, avviene un processo chimico in cui dai fanghi si ottiene biogas, utilizzato poi per alimentare turbine di centrali termoelettriche a gas. Il corso si articola in sei lezioni in aula in cui, oltre al docente interno del Castelli, interverrà un nostro ingegnere aziendale che spiegherà come funziona l’impianto dal punto di vista tecnologico».
La dirigente scolastica dell’I.I.S. “B. Castelli”, Simonetta Tebaldini, sottolinea l’attenzione della scuola al comparto idrico: «Trattiamo il tema idrico sia dal punto di vista dell’impiantistica nei percorsi di meccanica sia dal punto di vista dell’elemento acqua nel percorso chimico. Ci rendiamo conto che da anni la forza lavoro in questo settore viene sempre meno, nonostante l’evidenza di quanto sia essenziale la risorsa acqua per la vita. Abbiamo un grande bisogno di imparare a gestirla e salvaguardarla. Pertanto è importante che con questo convegno si dedichi un momento per riflettere su questo tema strettamente legato alla sostenibilità ambientale».
Osserva il presidente della Camera di Commercio di Brescia Roberto Saccone: «Sotto il profilo della responsabilità d’impresa nella gestione dell’acqua, intesa come bene comune del territorio, le aziende possono intervenire in modo concreto su più livelli, integrando il ciclo dell’acqua nelle proprie decisioni operative e strategiche. Mappare e monitorare i consumi lungo i processi produttivi, investire in tecnologie più efficienti, eliminare sprechi e perdite negli impianti, riutilizzare le acque di processo sono solo alcune delle azioni che il mondo dell’impresa può mettere concretamente in campo. Per far questo, occorre integrare il ciclo dell’acqua nelle politiche ESG (Environmental, Social, Governance), con obiettivi misurabili e rendicontazioni trasparenti.
A tal proposito – aggiunge Saccone – nell’ambito di Futura Expo, manifestazione organizzata dalla Camera di Commercio sui temi della sostenibilità, la tematica del ciclo dell’acqua nell’ambito dell’attività di impresa è stata al centro di varie iniziative, grazie alle quali è stato possibile illustrare ad un vasto pubblico di imprese e cittadini le best practice avviate, soprattutto al fine di renderle da esempio e incentivo in ottica di tutela del territorio e della salute umana».
I temi della sostenibilità sono sottolineati anche da Enrico Cremonesi, Responsabile Divisione Finanza e Pianificazione Strategica di Banca Valsabbina: «Affianchiamo imprese, enti e organizzazioni che investono in progetti ESG, con particolare attenzione alle iniziative dedicate alla formazione di tecnici e professionisti impegnati nella gestione sostenibile delle risorse del territorio. In questa prospettiva la banca sostiene anche il progetto di Mill’s dedicato alla risorsa acqua, un’iniziativa che mette al centro il tema della gestione del ciclo idrico, dell’innovazione tecnologica e della diffusione di competenze tecniche necessarie per affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni.
Accanto alla formazione tecnica, Banca Valsabbina guarda con interesse alle iniziative che promuovono una maggiore consapevolezza sul valore dei “beni comuni”, favorendo il confronto tra imprese, istituzioni, mondo della scuola e della ricerca sui temi della sostenibilità e dell’uso responsabile delle risorse naturali. Attraverso il dialogo con le realtà del territorio e il supporto a progetti mirati, la banca contribuisce alla crescita di iniziative che uniscono sviluppo economico, formazione e attenzione alla sostenibilità».
Infine, attenzione alla progressiva entrata in vigore delle nuove disposizioni della direttiva Ue “Drinking Water” sull’obbligo di monitoraggio degli inquinanti eterni nelle reti idriche, per esempio i nuovi limiti previsti in tutta Europa per le sostanze perfluoroalchiliche Pfas a partire dal 2026.

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