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Quando l’istruzione tecnica diventa il motore dei successi in Formula Uno: i casi di Antonelli e Norris
Istituti Tecnici in pole position, dai banchi alla Formula Uno.
16 Marzo 2025
Il Gran Premio d’Australia di Formula Uno ha regalato molte sorprese. Alcune negative, come quelle delle Ferrari, i cui modelli da corsa quest’anno erano accreditati della quasi certa vittoria nel “Mondiale Costruttori”, contando su due tra i migliori piloti, il ventottenne monegasco Charles Leclerc e il quarantenne britannico Lewis Hamilton, considerato ancora il numero uno al mondo.
Ha vinto invece il britannico, il venticinquenne Lando Norris, già messosi in luce negli anni precedenti. Ma la sorpresa più grande è venuta dall’esordiente pilota bolognese Andrea “Kimi” Antonelli, diciannovenne, “scoperto” dalla Mercedes, per cui corre, già tre anni fa, come campione di kart, e portato alla Formula Uno. “Kimi” è arrivato quinto, in una gara difficilissima per la forte pioggia, davanti alle due Ferrari di Leclerc, ottavo, e di Hamilton, decimo.
Cos’hanno in comune Lando e “Kimi”? Entrambi, supportati nella loro passione dai rispettivi genitori, hanno seguito percorsi scolastici simili. Lando nella Millfield School della sua città, un istituto GCSE, corrispondente al nostro IIS, indirizzo Liceo Matematico, “Kimi” all’ITCS Gaetano Salvemini di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, indirizzo Sistemi Informativi Aziendali. Dalle scuole di entrambi provengono i loro primi, “accesissimi”, fans.
L’Istituto Salvemini ha una storia significativa che risale al 1990, quando la scuola affrontò un evento drammatico che vide un aereo militare in avaria colpire accidentalmente l’edificio. Quell’evento mise alla prova la comunità scolastica, che seppe reagire con straordinaria determinazione. L’ala danneggiata fu ricostruita velocemente, più grande e con più laboratori, e gli studenti tornarono in maggior numero di prima. Un esempio di coraggio e di resilienza di cui da allora gli studenti dell’istituto vanno fieri, e che forse ha “contagiato” anche “Kimi”.

Andrea Kimi Antonelli (DPPI Media / Alamy Stock Photo).
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